martedì 27 dicembre 2011

26-12-2011: Santo Stefano... festivo

In teoria, Santo Stefano non è festivo in Spagna ma, visto che Natale è caduto di Domenica, lo si "recupera" oggi... per fortuna, visto l'ora tarda a cui sono andato a letto!
Mi sveglio con grossa fatica e molto tardi e... vado in ufficio. Il punto fondamentale è che, non avendo internet a casa, non ho scelta. Ne approfitto per smaltire un po' di email che mi erano rimaste "in arretrato". Con questo lavoretto e con un po' di chiacchiere qua e là con gente sparsa ai quattro angoli del mondo, passo il mio Santo Stefano. A cena torno a casa e mi riscaldo un po' degli avanzi di ieri sera. Buoni! 
Domani sarà il mio ultimo giorno "ufficiale" di lavoro.
Ciao
Dr.Ed

lunedì 26 dicembre 2011

25-12-2011: Natale

Ho dormito fino alle 9.15am! Sette ore di sonno. Bello! Mi alzo, mi faccio la doccia e leggo le mie email. È bello essere ospite di qualcuno :-) Piano piano anche i miei ospiti si svegliano e finiamo col far colazione a mezzogiorno!
All'una siamo di nuovo a casa dei suoceri del mio collega ed iniziamo il pranzo di Natale. Mi rialzo da tavola solo alle sette! Sono pienissimo! E la mia giornata non è finita!
Arrivo a La Laguna (mi accompagnano) verso le nove e vado a cena da un'amica Italiana che è rimasta a Tenerife (più per sbaglio che per volontà). Qui si ricomincia (questa ragazza è una cuoca provetta). Ridendo e scherzando noi tre invitati siamo andati via alle quattro del mattino e lei, domattina, deve svegliarsi alle otto!
Che grandissimo Natale!
Ciao
Dr.Ed

domenica 25 dicembre 2011

24-12-2011: arriva Babbo Natale

Ho dormito UNDICI ore! Ed avrei dormito ancora! In qualche modo, mi alzo, faccio colazione e vado (di nuovo) a cercar di lasciare il modem alla compagnia con cui avevo Internet e tv via cavo. Ancora un buco nell'acqua. Mi fa piacere fare esercizio, ma la cosa comincia ad essere un po' seccante. Quando lavorano questi?
Passo in ufficio (per ricevere notizie dal mondo) e mi preparo il pranzo (spaghetti con un sugo di tonno da leccarsi i baffi) e poi vado a casa dell'ingegnere con cui ho lavorato in questi ultimi tre anni e mezzo. Passerò Natale con lui, sua moglie, il bimbo di due mesi e la famiglia della moglie. 
La cena (a casa dei suoceri del mio amico) è luculliana e devo fare un grosso sforzo per non esagerare. La parte divertente arriva quando (il fratello della moglie del mio amico ha un bambino di due anni) mi chiedono di mascherarmi da Babbo Natale. La moglie del mio amico non smette di ridere. Dicono che sono stato bravo con l' "oh!oh!oh!", l'accento straniero e la conversazione con il pupo. Non vedo l'ora che mi facciano vedere le foto!
Stanotte resto qui perché mi trattengo per il pranzo di Natale!
Ciao
Dr.Ed

venerdì 23 dicembre 2011

23-12-2011: Tenerife

Il viaggio è una tortura. Ci sono i "televisori per tutti" invece del piccolo schermo per ogni passeggero e, ovviamente, io ho questo televisore proprio davanti. Appena chiudo gli occhi, vedo ancora tutti i cambi di luce del televisore. Inoltre ho una bambina di sei anni seduta a fianco e, giustamente, non sta ferma un attimo (nemmeno quando dorme!). Arrivo a Madrid stanchissimo e... il mio volo non ha un gate assegnato e non m'hanno fatto la carta d'imbarco a NY. Una persona del controllo di sicurezza, gentilissima, mi aiuta e mi spiega cosa devo fare. Insomma, in men che non si dica ho già trovato il mio "banco transiti" ed ho la mia carta d'imbarco!
Il volo viene annunciato in ritardo ma, dopo un po', il ritardo non c'è più. Io sono un po' confuso ma faccio finta di niente. Mentre sono in attesa dell'imbarco è chiaro che avremo un bel po' di ritardo. Anche una volta seduti sull'aereo, non ci muoviamo (aspettano passeggeri di altri voli in coincidenza). Per fortuna, riesco a dormicchiare su questo volo (anche grazie al fatto che sono seduto all'uscita d'emergenza). 
Arrivo a Tenerife senza intoppi e vado a casa e poi in ufficio. Non ho più internet a casa e devo andare in ufficio anche per leggere il giornale. Un po' seccante, ma non mi lamento (troppo). 
Anche questo viaggio è finito... ed arriva il Natale!
Ciao
Dr.Ed

22-12-2011: ma prima di partire, il Village

Oggi ho chiuso la valigia (con un po' di malinconia) e l'ho lasciata in deposito in hotel. La mia prima meta, per oggi, è la casa in cui John Lennon ha passato gli ultimi anni della sua vita. Si trova praticamente dall'altra parte di Central Park, rispetto a dov'è il mio hotel. Arrivarci è una bella passeggiata di una mezz'oretta. L'ingresso del palazzo non affaccia su Central Park ma su una strada che parte dal parco. Una scemenza che, però, cambia parecchio quello che immaginavo del posto. Davanti al palazzo, la zona si chiama "Strawberry Fields" e c'è un mosaico dedicato a "Imagine". Molto emozionante.
Prendo la metro per andare in uno dei posti emblematici di New York: il Village (apparentemente la commistione del West Village e del Greenwich Village). Si tratta del posto in cui hanno vissuto Bob Dylan, Andy Warhol e Jack Kerouac. Sono affascinato. Il posto è bellissimo! Se l'avessi saputo prima, forse avrei passato qui tutti questi quattro giorni.
Mi rendo conto che il mio tempo si sta esaurendo e decido di puntare su Union Square (non troppo distante dal Village) che, però, ospita un mercato natalizio ed è un gran guazzabuglio. Ne approfitto per il mio ultimo "vero pasto americano": hamburger e birra (fatta nella birreria stessa).
Torno in hotel, prendo il taxi e ci metto un'ora e passa per arrivare in aeroporto! Il taxista equadoriano racconta che è negli USA da 18 anni e, con il tipo di visto che ha, se esce dagli USA, non può rientrare. Che storia triste.
Il famoso aereoporto "JFK" mi da una pessima impressione. Il controllo del passaporto è approssimativo e il controllo di sicurezza è più scomodo e antipatico che utile. Quando arrivo al terminal (altra cosa complicatissima!), c'è un corridoio lungo e stretto con un tapis roulant che, non capisco perché prenda una direzione o l'altra. I negozi sono pochi e bruttarelli. Insomma, aspetto solo che l'aereo decolli. L'imbarco, per fortuna, è rapido ed indolore. Sarà un viaggio corto, solo sei ore. Domattina mi sveglierò in Spagna.
Ciao
Dr.Ed

mercoledì 21 dicembre 2011

21-12-2011: AMNH, Apple e Hard Rock Café

Oggi ho fatto "solo" tre cose (rispettando perfettamente la mia organizzazione)... ma sono state tre cose intense.
Ho iniziato con l'American Museum of Natural History. Il museo è bello ma è grande e un po' dispersivo. Curiosità: ci incontro un ingegnere dell'IAC e ci facciamo un'oretta assieme. Lui è con il figlio quindi vanno ad un passo diverso dal mio e li lascio dopo poco per cercar di vedere (sebbene superficialmente) il più possibile. Sono entrato alle 10.30am (il museo apre alle 10am) e esco alle 5pm (il museo chiude alle 5.30pm) e sono stanchissimo (non ho nemmeno mangiato!).
Il programma prevede la visita all'Apple Store di 5th Avenue ma prima... mi fermo da Starbucks a prendere un caffè ed un dolce perché ho fame. Quando arrivo al negozio dell'Apple, resto ammirato dalla bellezza del posto e poi sconvolto dal caos. Ci metto un bel po' ad "acchiappare" un commesso e dirgli "voglio quel computer là". In compenso, ci riesco e sono proprio felice. Riesce a darmi esattamente quello che volevo. Pago e mi aiutano a "sistemare" il computer (francamente, con tutto il frastuono e con il povero diavolo che doveva incaricarsi di me ed altre due persone, avrei fatto prima da solo a casa). Torno in hotel con un sorriso splendente... ma riesco quasi subito perché la fame si fa sentire.
Mi manca ancora una cosa da fare: la "guitar-pin" dell'Hard Rock Café (che si trova in Times Square). Colgo due piccioni con una fava e mangio all'Hard Rock. La musica (come sempre) è quella che piace a me ed il cibo è ok. Mangio alla barra del bar ed ho un posto "in prima fila" per vedere il barista / virtuoso delle percussioni che si esibisce ogni qualche canzone. Spettacolare!
Resterei più a lungo se non avessi una valigia da organizzare.
Ciao
Dr.Ed

20-12-2011: passeggiando a caso per Manhattan

Oggi avevo in programma la visita all'Empire State Building. Ho deciso di visitare anche i dintorni. Sono sceso alla stazione della metro di Grand Central (dove vanno gli animali che scappano dallo zoo in "Madagascar"), poi al palazzo delle Nazioni Unite ("Intrigo Internazionale" ma anche "the Interpreter"), per poi tornare verso l'Empire State Building. Il palazzo (anche e soprattutto dentro) è bellissimo! La vista dall'86mo piano toglie il fiato. Praticamente non c'è niente che disturbi la visuale fino a "downtown" Manhattan.
A questo punto, fatto quello che andava fatto, ho piena libertà. Vado al Rockfeller Centre e torno indietro a vedere il Chrysler Building. Pranzo in un posto trovato per caso (buon panino) e continuo fino a risalire Broadway fino a uno degli ingressi di Central Park (Columbus Circle; ebbene sì, anche a New York ci sono le rotonde!).
Torno in hotel a riposare un po' e poi torno in zona Times Square per andare in un ristorante che avevo visto. Purtroppo piove e mi tocca infilarmi in un altro posto (che poi è della stessa catena di una bisteccheria in cui ho mangiato a Washington). Buono (ma decisamente caro).
Niente male come giornata.
Ciao
Dr.Ed